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Cyberbullismo - 0 in condotta: ragazzi incuranti della privacy usano lo smartphone dai 9 anni


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scritto da: SABMCS - Visite: 0 - Numero di parole: 1515 - Data: 4 Apr 2017 - Ora: 1:02 PM 0 commenti




La soglia di età dei ragazzi che utilizzano internet e social media si è ulteriormente abbassata. Questo quanto emerso dagli incontri condotti tra febbraio e aprile con alcuni istituti scolastici del Nord Italia nel quadro dell’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta” di G DATA. Smartphone abilitati alla navigazione, ma solo di rado protetta tramite parental control, sono già messi a disposizione di bambini tra i nove e i dieci anni di età, spesso in concomitanza della Prima Comunione.

Instant Messaging e Social Network

“Abbiamo riscontrato che circa 90% dei ragazzi fra 9 e 13 anni possiede uno smartphone e utilizza Whatsapp come sistema di messaggistica (cui si aggiunge Snapchat impiegato dal 20% dei ragazzi). Al più tardi dalla quinta elementare tutti dispongono di almeno un dispositivo abilitato alla navigazione (tablet/computer/mobile) e ogni classe (circa il 50% delle quinte, ma il 100% dalle prime medie) ha un gruppo privato su Whatsapp”, conferma Mauro Ozenda, noto consulente informatico e formatore incaricato da G DATA Italia di gestire l’iniziativa di formazione Cyberbullismo – 0 in condotta e co-autore di libri inerenti la sicurezza in Rete.

“In termini social, un buon 70% è iscritto a Instagram e il 20% a Facebook, ove pubblica informazioni riservate, tra cui dati anagrafici e recapiti, senza alcuna tutela”continua Ozenda, che rileva altresì un’impennata nell’utilizzo della piattaforma di condivisione social Musical.ly dove i ragazzi pubblicano video “cantati” in playback o di persona della durata di quindici secondi.

L'incontro con i ragazzi a Vidigulfo (PV)

Indipendentemente dal social network utilizzato, solo pochi (meno del 30%) condividono video o immagini impostando ai massimi livelli la privacy del proprio account, con il rischio che quanto condiviso finisca in pasto alla Rete in modo incontrollato. L’80% dei ragazzi conferma altresì di aver accettato almeno una volta la “richiesta di amicizia” di sconosciuti, a discapito della protezione dei contenuti da loro pubblicati tramite una corretta impostazione della privacy. Risulta quindi genericamente scarsa l’attenzione dei ragazzi circa la tutela della propria privacy e ai minimi livelli la conoscenza delle norme basiche di privacy previste dal Garante in merito alla necessità di un’autorizzazione scritta dei genitori di eventuali altri ragazzi immortalati nelle foto o nei video condivisi sul gruppo della classe di Whatsapp o sul profilo di Facebook o Instagram.

Durante gli incontri è quindi emersa l’assoluta necessità di alfabetizzazione su tematiche quali protezione del dato, tutela della propria privacy e di quella altrui, sicurezza dei dispositivi, utilizzo consapevole dei social Network. Argomenti che ogni genitore/insegnante/ragazzo dovrebbe discutere o conoscere.

Accesso libero alla Rete

“Nonostante una buona percentuale risulti dotata di un antivirus per PC e smartphone, l’80% dei ragazzi sostiene di non avere mai avuto alcun sistema di protezione minori (parental control) da quando ha iniziato a utilizzare internet” conferma OzendaSin da subito (dai 9 anni) viene garantito libero accesso a qualsiasi contenuto, su qualsiasi potenziale piattaforma.

Per gli account, che siano social o di posta elettronica, viene impiegata spesso una sola password, facile da indovinare. Una password che i ragazzi della scuola media inferiore troppo spesso non condividono con i genitori. Numerosi anche i ragazzi che aprono nuovi account di posta elettronica o profili sui social o su piattaforme IM senza curarsi di chiudere i precedenti, con il rischio che col tempo altri compagni se ne avvalgano, sostituendosi al proprietario, per diffondere immagini o particolari personali fasulli, o che, eventualmente, ne possano abusare dei malintenzionati per contattare altri ragazzi/e.

Oltre ad informare i ragazzi su come meglio proteggersi in Rete e sui rischi del phishing per chi dispone di un proprio account di posta elettronica, i workshop erano rivolti anche ai genitori, cui sono state fornite indicazioni chiare per tutelare, monitorare, affiancare, in una parola “educare” i figli ad un utilizzo corretto di internet e dei social media. Ai genitori abbiamo spiegato quanto sia fondamentale installare un software per la protezione della navigazione dei minori, specie su device mobili, che ne consenta il controllo mediante restrizioni su app/giochi, con filtri su chiamate/sms, limitazioni sull’utilizzo dei dispositivi, blocchi su eventuali richieste da parte di contatti non presenti all’interno della rubrica e a siti non adatti ai bambini.

Cyberbullismo

Durante i workshop formativi con i ragazzi è emerso che gli episodi di cyberbullismo hanno luogo per lo più sul gruppo di classe di Whatsapp. Non rare le situazioni in cui un singolo elemento viene preso duramente in giro dai compagni, con giudizi o immagini denigratorie, condivise su gruppi “privati” ai quali genitori e insegnanti non hanno accesso diretto. Indipendentemente dalla piattaforma è stata quindi evidenziata l’importanza delle segnalazioni tempestive agli adulti (docenti e genitori) di qualsiasi episodio di cyberbullismo da parte dei ragazzi “spettatori”, che si tratti del gruppo Whatsapp della classe o di altre piattaforme di comunicazione web o social, per evitare di rendersi complici di un atto, il cyberbullismo, punibile a norma di legge a partire dai 14 anni di età.

Da notare peraltro che, a livello giuridico, gli atti illeciti commessi dal figlio minorenne ma capace di intendere e di volere rientrano nella responsabilità civile dei genitori. Non esercitare una vigilanza volta a prevenire e correggere comportamenti inadeguati è una violazione dei doveri concernenti l’esercizio della potestà, in quanto tale sanzionabile. Per quanto riguarda gli insegnanti invece, gli stessi incorrono in una multa da 30 a 516 euro “quando omettono o ritardano di denunciare all’Autorità Giudiziaria o ad un’altra Autorità che riferisca alla prima, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni“ (art. 361 c.p.).

L’iniziativa G DATA

Tra febbraio e aprile 2017, il progetto Cyberbullismo – 0 in condotta ha raggiunto, 1500 ragazzi e circa 600 fra genitori e docenti che hanno manifestato soddisfazione per l’importanza degli argomenti affrontati con chiarezza e semplicità di linguaggio. Fra le province già raggiunte ricordiamo Milano, Sondrio, Pavia, Brescia, Cuneo, Novara, Padova e Imperia.

Per la scuola parlare di Netiquette e di concetti legati all’educazione civica e legale della Rete, significa prevenire fenomeni di odio online (hate speech) e di cyberbullismo. G DATA Italia è stata lieta di contribuire a tale prevenzione avvalendosi dell’esperienza di Mauro Ozenda.



Note biografiche dell'autore

DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l'inventore dei software antivirus. L'azienda, fondata nel 1985 a Bochum sviluppò oltre 30 anni fa il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security "Made in Germany" offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.  Nel marzo 2017 la soluzione ha ottenuto per il decimo anno consecutivo un’eccellente valutazione per la rilevazione dei virus da Stiftung Warentest.

Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Mauro Ozenda

Consulente informatico da oltre un ventennio nel settore scuola, da circa 10 anni segue percorsi legati all'uso sicuro, sano, legale e consapevole di internet e dei social network. A partire dal 2007 ha organizzato per 4 anni consecutivi insieme all'Associazione del Lions International, coinvolgendo Polizia Postale delle Comunicazioni, Unicef, Microsoft, Associazione Mani Colorate il convegno nazionale di Sanremo a tema "Internet e Minori" (2007-2010). Ha collaborato in qualità di formatore con Microsoft in molte regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Molise) su progetti all'interno delle scuole per formare docenti, ragazzi e genitori (La Scuola Ricomincia Navigando, Web in Cattedra) e con Symantec su insegnanti/genitori e bambini delle scuole primarie. Formatore referente del progetto sponsorizzato dalla Regione Liguria Giovani&Web promosso da Unicef Liguria in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Fra gli altri progetti seguiti ricordiamo Informi@moci (bambini, docenti, genitori scuole primarie), Train The Trainer (formazione dirigenti scolastici ANP Sud Italia), @mici in Rete (parrocchie, scuole province di Imperia con Unicef e Associazioni Volontariato provincia di Imperia), Sicur@mente in Rete (formazione docenti,genitori e ragazzi istituti superiori Lombardia e Veneto), Safety School (formazione ragazzi terza media ciclico annuale città di SanBartolomeo al Mare), Famiglia e Social Network (incontri rivolti alle famiglie della città di Vallecrosia), Sicuri in Rete (formazione docenti, bambini e genitori scuole primarie nord Italia).

Ozenda è inoltre coautore del libro “Sicuri in Rete” della Hoepli edizioni e della fiaba “Un computer dal cuore saggio” Edigiò edizioni.

Attualmente Ozenda svolge attività formativa nelle scuole di ogni ordine e grado nell’ambito di percorsi educativi circa “Educazione Digitale”, “Sicurezza e Privacy”, “Uso sicuro, legale e consapevole dei Nuovi Media”.

Sito web: https://www.maurozenda.net     /    Blog: http://www.tecnoager.eu



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